PAPA PIO VI PASSA PER CAVANELLA D’ADIGE

Nel mese di Gennaio del 1782 si sparse la voce che il Papa Pio VI si sarebbe recato a Vienna per incontrare l’imperatore Giuseppe II. Scopo del viaggio: discutere di importanti questioni relative alla Chiesa di Roma.
Fu un fatto eccezionale, addirittura incredibile per quei tempi in quanto il Sommo Pontefice non si allontanava mai da Roma e solamente problemi molto gravi lo avrebbero costretto a farlo.
La preparazione del viaggio fu lunga e laboriosa ma studiata nei minimi particolari. Stabilite le soste, fu poi un susseguirsi di lettere ai vescovi e alle autorità civili di quei luoghi affinché si provvedesse ad una adeguata sistemazione del Papa e del suo seguito.
Sua Santità Pio VI partirà da Roma il 27 Febbraio, attraverserà buona parte dello Stato Pontificio e arriverà a Ferrara il 9 marzo dove abbandonerà la carrozza e raggiungerà Mestre per via fluviale.
A Ferrara è già pronto un Bucintoro, una imbarcazione di notevoli dimensioni ma adatta a navigare attraverso i fiumi e i canali artificiali del nostro territorio. Il Bucintoro seguirà la corrente del Po sino a Cavanella Po, qui un sistema di conche introdurranno l’imbarcazione nel Canale di Loreo sino a raggiungere l’Adige nei pressi di Tornova. dove altre conche permetteranno l’attraversamento del fiume sino a raggiungere le ulteriori conche di Cavanella d’Adige. Di qui seguendo il Canal di Valle si arriverà a Brondolo e poi naturalmente a Chioggia dove il Santo Padre pernotterà.
Vescovo di Chioggia era allora mons. Benedetto Maria Civran mentre Ser Bartolomeo Gradenigo ne era il primo podestà.
Qui di seguito un estratto della relazione relativa al passaggio del papa sul nostro territorio che Piergiorgio Bassan, studioso e ricercatore polesano, rintracciò nella curia vescovile di Chioggia.
“La mattina della domenica 10 Marzo si pose il Vescovo nostro con quattro dei suoi canonici ed altri della sua corte in barca ben addobbata e andò ad incontrare il Sommo Pontefice alle porte della Cavanella di Po; lo stesso fece il Podestà con due nobili di terra allora suoi ospiti fino alle porte della Cavanella dell’Adige. Alla Cavanella di Po arrivò il Santo Padre alle ore venti e tre quarti in un bello e capace Bucintoro con diversi prelati ed altri di sua papal corte. Il suo abito era sottana bianca viatoria di panno, mozzetta sopra parimenti di panno, croce vescovile, gallotta bianca, cappello rosso a sporta, calze bianche e scarpe rosse ornate di croce, e così vestito si vece sempre vedere. Il Vescovo in sottana talare, rocchetto e mantelletta, l’incontrò con la sua barca in mezzo alle porte, e passato egli solo al Bucintoro, nell’appressarsi al Santo Padre che gli veniva incontro voleva genuflettere per baciargli il piede: Sua santità però non glielo permise, ma fattolo subito alzare lo trattenne nel suo medesimo Bucintoro in vari colloqui fino a Chioggia.
Arrivato alle ventidue ore circa alla Cavanella dell’Adige, il Podestà vestito alla francese, lo incontrò colla sua barca in mezzo alle porte, ed egli pure fu dal Santo Padre trattenuto in Bucintoro col Vescovo. 
Dom.o Silv.o Can.Dall’Acqua Canc. Vescovile .” 
La relazione continua descrivendo minuziosamente le successive azioni del Papa quali lo sbarco a Chioggia, la cena ed il pernottamento a Palazzo Grassi e la partenza nel pomeriggio successivo per Mestre dopo aver naturalmente ricevuto l’omaggio di tutti i sacerdoti e canonici della Diocesi e di tutto il popolo accorso numerosissimo a festeggiarlo.
“Dopo la partenza del Santo Padre, si seppe che Egli fece lasciare nel Palazzo Grassi cinquanta zecchini papali, per la servitù alta e bassa del Podestà.”.

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