LA FAMIGLIA QUERINI
Di seguito alcune notizie sulla famiglia Querini, proprietaria nel 1690 dei terreni attorno a Cavanella d'Adige i quali fecero costruire la nuova chiesa e la donarono ai suoi abitanti.
Provenienti probabilmente da Eraclea o da Cittanova, dapprima i Querini stabiliscono la loro dimora a Torcello, successivamente si insediano in una Venezia appena fondata e cominciano a prendere parte attiva alla vita politica ed economica della comunità.
Pur essendo già alla fine del XIII secolo una famiglia ricca e potente, i Querini non ebbero mai un doge tra i discendenti, perché nel 1310 alcuni membri della famiglia parteciparono alla congiura capitanata da Bajamonte Tiepolo per defenestrare il dispotico doge Pietro Gradenigo e, sconfitti, furono costretti all'esilio ed esclusi per sempre dal dogato. La famiglia si divise in diversi rami e il ramo che si stabilì a Santa Maria Formosa era soprannominato Zij (gigli), dai gigli raffigurati nel loro stemma.
Nel XIV secolo si arricchirono ulteriormente mediante l'attività di mercatura con il Levante ed investirono molto denaro in proprietà di terraferma. Nel 1413 Zuanne Querini riuscì ad acquistare l'isola di Stampalia (in greco Αστυπάλαια) nell'arcipelago delle Sporadi e di qui deriva il loro secondo cognome.
Pietro Querini patrizio veneziano (N.H.) della potente famiglia Querini e dunque membro di diritto del Maggior Consiglio della Serenissima, fu Signore nell'isola di Candia (Creta), dei feudi di Castel di Temini e Dafnes, famosi per la produzione del vino Malvasia, che egli commerciava specialmente con le Fiandre. Grazie a questo intraprendente commerciante nonchè lupo di mare, i veneziani conobbero e apprezzarono per la prima volta lo "stoccafisso" che egli importò dalle isole Rost dopo essersi salvato con parte dei suoi marinai da un terribile naufragio.
Nel corso dei secoli la famiglia espresse molti uomini di cultura, tra cui Angelo Maria, cardinale, fondatore della Biblioteca Queriniana di Brescia, e Andrea, mecenate protettore di Carlo Goldoni. Sul fronte politico, anche se mancò un doge, vi fu una dogaressa, Elisabetta Querini, andata in sposa a Silvestro Valier.
Nel XIX secolo la famiglia si estinse con l'ultimo discendente, Giovanni Querini Stampalia: costui per lascito testamentario volle che alla sua morte, nel 1869, tutti i beni accumulati nei secoli dalla famiglia restassero alla Fondazione Querini Stampalia, divenendo così un patrimonio accessibile a tutti, che ancora oggi ha sede nel palazzo omonimo.
(da Vikipedia)

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