LA STRADA ROMEA MEDIOEVALE

Qualche storico e ricercatore del nostro territorio asseriva che la Strada Romea Medioevale passava vicino a Cà Nordio, ma in verità non esistono tracce di una strada in quella località ed il terreno poi è abbastanza recente. Esisteva invece un canale, la “Busiola”, che collegava il Brenta al mare e che dopo il 1600 si collegherà anche all’Adige.
Nel 1600, sempre secondo il Morari, tra Fosson e Fornaci usciva in mare anche il Tartaro e la linea di costa tra Brondolo e Fosson, leggi Cavanella, era ancora tra la Romea odierna e Cà Nordio.
Altri storici danno il percorso della Strada Romea lo stesso delle antiche Vie Popilia e Annia, ma solo per alcuni tratti. Altri ancora da Chioggia la facevano passare per Cavarzere e Adria.
Il Perini invece conferma come Strada Romea, per quanto riguarda il tratto Chioggia-Cavanella d’Adige, l’argine del Canal di Valle, ed è questa senz’altro la tesi più attendibile tanto che sotto gli austriaci la strada del Canal di Valle veniva chiamata “Regia Strada Romea”.
Prima dello scavo del Canal di Valle, c’erano altre due strade che collegavano Chioggia a Fosson/Cavanella. Parallela al Canale delle Bebe c’era la “Fossa Carbonara” e, da Torre Bebe seguendo l’argine della Carbonara e dello Spinarolo, attraversando le odierne Campagnola, Cavana e Le Motte, si arrivava a Fossone. Questo era senz’altro uno dei percorsi della Strada Romea Medioevale e da Cavana a Cavanella credo la strada sia ancora la stessa.
L’altra invece partiva dal Monastero di Brondolo, seguiva l’argine a mare della Valle del Becco, cioè dell’odierna Valgrande e raggiungeva il Monastero di San Giorgio, dove i frati gestivano un’osteria e “il passo” cioè un traghetto per attraversare l’Adige. 
Il corso principale era allora l’Adigetto la cui foce dopo l’anno mille era nel territorio dell’odierna Rosolina.
Dopo lo scavo del Canal di Valle la strada diventerà l’argine del canale stesso. Attraversato l’Adige si proseguiva per Volto e Norge, per poi raggiungere Ponte Fornaci/Donada costeggiando sempre le dune fossili. Era questa la “Strada dei Monti”, dai più anziani conosciuta ancora come la ”Romea Vecia”. 
Come abbiamo visto, la “Strada Romea Medioevale” non deve essere stata una sola ma, un insieme di percorsi. 
Pellegrini e Crociati, come già accennato, nell’ attraversare il Polesine trovavano assistenza in quella serie di strutture chiamate “ospizi” e, tra il 1.000 e il 1.600, lungo il Po da Ficarolo a Fornaci e lungo l’Adige da Badia a Fosson, erano numerosissimi i Santuari e i Monasteri che li ospitavano. 
Anche il “Monastero di San Giorgio” ubicato nel luogo dove sorge ora la parrocchiale di Cavanella, serviva a questo scopo. Prima di attraversare l’Adige che senz’altro non aveva ancora la larghezza attuale, i pellegrini sostavano in questo monastero per riposarsi e rifocillarsi. 
Stessa funzione avevano i monasteri a noi vicini come quello di San Michele in Bosco, edificato davanti a San Pietro, dove un’altra strada, forse l’argine della Beba vecchia portava al Brenta e al Padovano e poi l’Abbazia di Brondolo, anch’essa dedicata a San Michele Arcangelo. 
A Loreo, più precisamente nella località Fornaci c’era l’Ospedale di San Leonardo, naturalmente ora scomparso, che ospitava i pellegrini che da Chioggia cercavano di arrivare a Ravenna e poi a Roma

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