GORZONE E ADIGE

Nel corso dei secoli molti canali sono scomparsi, altri hanno cambiato completamente percorso come il Gorzone che da Anguillara dopo aver raccolte le acque delle valli veronesi, correva parallelo all’Adige unendosi a questo proprio a Cavanella. Questa situazione rimase sino allo scavo del Canal di Valle nel 1567 quando dalla località Buoro poco a valle di Boscocchiaro, il Gorzone venne dirottato nella conca di Brondolo.
Nel corso degli anni infatti il letto dell’Adige si alzava continuamente e trovava sempre più difficoltà a ricevere le acque del Gorzone. Specialmente nei periodi di piena si verificava un forte interramento che ne ostacolava il deflusso. L’occasione per dirottare il Gorzone a Brondolo, fu proprio l’escavo del Canal di Valle.
L’uscita in Adige del Gorzone diventerà poi l’uscita in Adige del Canal di Valle, proprio al centro del futuro abitato di Cavanella. 
Ed è proprio lì che sta la “fossa” o la “cavana” che darà poi il nome al nostro paese ed è proprio davanti alla “fossa” che era stato costruito, verso l’anno mille, il famoso Monastero di San Giorgio.
Anche la Beba vecchia esiste ancora, almeno nella sua parte finale verso il Brenta, dove, secondo la Carta del Santini, è la parte terminale di uno dei tanti canali della bassa padovana che, dopo aver raccolto le acque del Canale dei Cuori, si immette nel Canal Lombardo a Brondolo.
L’Adige, giunto nel nostro territorio nel 589, dopo la famosa “Rotta della Cucca”, fu rettificato parecchie volte dalla Repubblica Veneta: una prima volta nel 1561 alla Chiesazza nei pressi del famoso monastero di San Michele, poi nel 1725 a Tornova, nel 1760 a Rivoltante e nel 1780 alla “Volta Viola” nei pressi di Boscocchiaro.
Questo conferma, ancora una volta, che il corso dell’Adige da Cavarzere al mare è tutto artificiale.
Nel 1500 l’Adige dalla Chiesazza, si dirigeva a Volta Zanchi nei pressi di Tornova, attraversava il territorio chiamato ora Canal Vecchio e dopo due grandi svolte, si immetteva nell’antico alveo del Fossiones uscendo in mare all’altezza di Cà Diedo. 
Questo sbocco in mare era indicato nelle vecchie carte come “Bocca di Fosson” oppure “Porto di Adice aut de Fosson”.
Ricordiamo intanto che le due antiche “svolte” dell’Adige Vecchio diedero poi origine agli abitati di Volto e Cà Morosini, ora frazioni di Rosolina.
Dalla riva destra, sempre nei pressi di Cà Diedo, usciva dall’Adige un altro canale, il Gottolo, che portava le acque del fiume a mescolarsi con quelle del Po di Tramontana. 
Nel 1500 l’Adige non arrivava ancora all’altezza della Busiola e, come asseriva il Bellemo, “le sue acque si perdevano nelle alluvioni del Po di Tramontana”.
Dopo la rettifica, l’Adige cambierà dunque il suo percorso, che è naturalmente l’attuale, ma il vecchio canale chiamato prima Adice Vecchio e poi Canal Vecchio, resterà ancora per molti anni fino al suo definitivo interramento.
Nel 1800 le acque fangose dell’Adige hanno spesso ostruito il porto di Brondolo. Le sue acque uscivano in mare attraverso la “Busiola” ma anche attraverso un altro canale, quasi alla foce, chiamato impropriamente Adigetto, formando così l’isola del Bacucco. La foce principale serviva solo nei periodi di piena.

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