IL CAMPO TRINCERATO DI CAVANELLA D'ADIGE

E’ stato chiamato con nomi diversi: Forte, Fortificazione, Fortezza ma, molto probabilmente, si trattava di un Campo Trincerato. Fu costruito dagli Austriaci nel 1797 subito dopo la caduta della Repubblica Veneta ed era a guardia del confine con la Repubblica Cisalpina. Controllava la Foce dell’Adige e, soprattutto, l’accesso alla laguna veneta che avveniva attraverso il Canale di Valle collegato al fiume Po dal Canale di Loreo e dal Canale della Retinella.
Svolse questa funzione nel primo periodo austriaco dal 1797 al 1805, poi passò in mano ai francesi di Napoleone sino al 1814 e successivamente ritornò sotto il dominio austriaco sino al 1866.
Il campo trincerato di Cavanella d’Adige faceva parte di quel numeroso gruppo di fortificazioni costruite in parte dagli austriaci tra il 1797 e il 1866, e in parte dalla Serenissima i cui antichi forti vennero poi ristrutturati e potenziati dagli stessi austriaci.
Si tratta di una ventina circa di opere di difesa militare costruite in terraferma e sulle isole lagunari che il “coordinamento campo trincerato” in collaborazione con l’Apt e il Comune di Venezia hanno segnalato e che, con mezzi propri, qualcuno può anche visitare. A queste si devono aggiungere altre strutture come gli “ottagoni”, tra i quali ricordiamo quello di Cà Roman, l’isoletta sulla laguna tra Chioggia e Pellestrina.
Purtroppo molte di queste antiche fortificazioni non sono visitabili a causa del degrado e dell’abbandono nel quale sono finite, altre sono ancora soggette a servitù militari come il Forte di San Felice, costruito dalla Serenissima nel 1538, ristrutturato dai francesi nel 1806 e potenziato poi dagli austriaci tra il 1831 e il 1848. Ora il forte, visibile dalla diga di Sottomarina, risulta ancora area militare chiusa al pubblico e, abbandonato da decenni, rimane in uno stato di degrado veramente vergognoso.
Sempre vicino al Forte di San Felice, gli austriaci costruirono nel 1859 una struttura a protezione del forte stesso, denominata “Batteria dei Murazzi”.
Potrebbe essere nel primo periodo austriaco la costruzione del “vaticano” fronte Adige, così furono chiamati in seguito i due grandi edifici nel centro del paese ora restaurati ed adibiti ad abitazione, mentre il secondo fu costruito nel 1857.
In origine, i piani superiori dei due edifici erano destinati all’alloggiamento delle truppe mentre al piano terra c’erano le scuderie e i magazzini. Il comando della fortificazione era in un edificio adiacente, lo stesso che servirà poi come abitazione del fattore della “corte” dopo la dipartita degli austriaci.
La costruzione della grande “corte” deve essere senz’altro successiva al 1866 in quanto le prime macchine a vapore adibite alla bonifica della valle circostante iniziarono la loro opera a Cavarzere nel 1844 e soltanto qualche decennio dopo a Cavanella con le famose “machinete” delle quali ampiamente ne aveva parlato Alfredo Da Re nei suoi libri.
Tornando all’antica fortificazione di Cavanella, senz'altro deve esserci stata qualche battaglia presso il nostro paese visto che a Treviso, in Piazza Indipendenza, una lapide ricorda i caduti trevigiani per l’indipendenza dell’Italia tra il 1848 e il 1849. Tra i vari campi di battaglia è menzionata Cavanella d’Adige e sei sono i trevigiani caduti presso il nostro paese.
Il 12 Agosto 1866 fu firmato l’Armistizio di Cormons tra i commissari degli eserciti italiano e austriaco dove oltre alla durata, furono stabiliti i confini entro i quali le truppe potevano muoversi. In quella occasione il Forte di Cavanella d’Adige venne interdetto alle truppe di ambedue gli eserciti.
Del nostro forte pare non sia rimasta pietra alcuna, ma questo non è certamente un mistero in quanto tutto il materiale sarà stato senz’altro usato per la costruzione di nuove abitazioni o per il rialzo del terreno nella realizzazione del tronco ferroviario Adria Chioggia.
 

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